Raimon Panikkar

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PERCORSO DI VITA E DI PENSIERO

 

 

6. L’opera scritta di Raimon Panikkar

Ampissima fu l'opera scritta di Raimon Panikkar che vide la luce in riviste e nei suoi libri. La dovizia e la ricchezza di conoscenze e pensieri di Panikkar, oltre ad una buona formazione letteraria e a uno stile suggestivo, creativo e puntuale —amante fino alla pignoleria della precisione linguistica— si manifesta nei suoi numerosi scritti. Circa 60 libri pubblicati, con traduzioni nelle lingue più diverse e più o meno mille cinquecento articoli in riviste e periodici.

Panikkar è stato uno dei fondatori di Arbor (CSIC, Madrid) e membro del consiglio di altre publicazioni quali: Journal of Ecumenical Studies (Philadelfia, USA), Jeevadhara (Kottayam, India), The Journal of Dharma (Bangalore, India), Classics of Western Spirituality (New York, USA), etc. Raimon Panikkar è un pensatore profondamente impegnato nell’elaborazione delle sue ricerche e dei suoi pensieri, come si evince dalla ricchissima bibliografia. Egli stesso ha confessato essere questo uno dei compiti fondamentali della sua vita e quale ne sia il significato

”Non scrivo di me stesso, ma è il (mio) stesso che scrive... Io stesso sono ciò che scrivo e scrivo come uno che parli... Ricordo un antico ideale: ogni paragrafo che scrivo, ogni frase, dovrebbe riflettere, nei limiti del possibile, tutta la mia vita ed essere l’espressione del mio essere. L’intera mia vita si dovrebbe riconoscere in una sola frase...

Perché scrivo?... Invece di “vivere la vita come divertimento o di “fare il bene” ad alcune persone, mi sottometto ad una stretta disciplina volta a completare alcuni dei miei scritti...
Perché mi sottopongo alla dura disciplina di scrivere?... Non scrivo per influenzare la gente e neppure per coltivare un’arte... Scrivere é, per me, meditazione, vale a dire, medicina e contemporaneamente moderazione, ordine per il mondo. Scrivere é, per me, vita intellettuale la quale, a sua volta, è esistenza spirituale...partecipazione alla vita dell’universo, prendere parte alla sinfonia cosmica e divina alla quale anche noi mortali siamo invitati... E’ per questo che per me scrivere è un atto religioso... Scrivere mi consente di approfondire il mistero della realtà e mi obbliga a farlo... Scrivere implica pensare ma anche forgiare pensieri, pulirli, vestirli...” (Invitación a la sabiduría).

Non è facile catalogare e classificare l’opera di Raimon Panikkar a causa del complesso processo di elaborazione dei suoi libri. Il materiale di gran parte di questi comparve, in un primo momento, in forma parziale e con differenti varianti in articoli di riviste; inoltre testi uguali o molto simili tra loro compaiono con titoli diversi in edizioni posteriori. Questo però non è un fenomeno casuale: come infatti l’autore stesso ha scritto, egli riscrive i suoi testi “sei o più volte” Li lascia anche “decantare” per anni salvo poi riprenderli e inserirli in un nuovo libro, difendendo le proprie vecchie posizioni e attribuendo loro nuovi e particolari valori. Ci troviamo di fronte ad un autore affascinante, creativo e profondo anche se difficile da racchiudere in uno schema.

*1. Un uomo eccezionale. La quadruplice identità di Raimon Panikkar

*2. Un’ origine multiculturale e multireligiosa. Da Barcelona a Roma, passando per Bonn, Madrid e Salamanca (1918-1954)

*3. L’India. Simbiosi cristiana-hindú-buddhista. L’ incontro con Monchanin e Le Saux (1955-1966)

*4. La docenza universitaria in California (1966-1987)

*5. Il ritorno alle radici catalane a completamento del suo ciclo vitale

*7. Svariati Panikkar o una continuità nella diversità?

*8. Attività di conferenziere

*9. Il ritorno alla Sorgente

*10. Il suo lascito intellettuale

 

“Sono partito cristiano, mi sono scoperto hindù
e ritorno buddhista,
senza cessare per questo di essere cristiano”